La GdD: scoprire Matera con un biscotto

Accade a volte, e a me è appena accaduto, di essere premiati per cose che non ti aspetti. Io ad esempio sono stata tra i fortunati blogger coinvolti in una bellissima gita che ha come ingredienti Matera, una famosa azienda di biscotti e la promozione del territorio. Ed è proprio di questa fortunata gita che oggi vi voglio raccontare.

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La visita inizia quando, guardando fuori dal finestrino, tra i campi di grano che ormai ospitano un coreografico stuolo di rotoballe, giunge festoso il profumo buonissimo di biscotti! Il biscottificio Di Leo sorge proprio al confine tra la provincia di Bari e la provincia di Matera. Fondato da una famiglia di panificatori di Altamura è oggi una realtà molto consolidata nel territorio, promuovendo attivamente i prodotti locali il turismo e la valorizzazione di una terra di indiscussa bellezza e valore storico e preistorico.

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Accolta in azienda sono stata rapita dal piacevolissimo ‘story telling’ di Pietro Di Leo e del direttore marketing; ho appreso la storia (vecchia di oltre 11 generazioni) della Di Leo e conosciuto le peculiarità dell’azienda che già 25 anni fa, in tempi non sospetti, inseriva nella produzione dei grassi più nobili, come olio vegetale mono seme, in sostituzione dell’olio di palma, fino ad arrivare all’attuale produzione che per oltre il 95% non contempla questo discusso ingrediente. L’attenzione per la salute dei consumatori ha fatto sì che oggi i loro biscotti siano sinonimo di genuinità con linee a basso contenuto di zuccheri, linee con olio extra vergine di oliva e biscotti integrali; le farine poi sono prodotte e lavorate esclusivamente in Italia. 

Il profumato tour continua con la visita alla fabbrica (e io mi sento in una puntata di “come è fatto il cibo” lo avete mai visto?) qui apprendiamo dettagli tecnici e carpiamo segreti! La visione dei biscotti è ipnotica e io comincio a sentire un po’ fame; per fortuna che gli assaggi sono permessi e non c’è niente come un biscotto caldo!

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La visita termina in laboratorio dove avvengono i controlli sui prodotti nelle varie fasi di lavorazione e io scopro che esiste un test di resistenza dei biscotti (io adoro i biscotti rotti, mi risulta che un biscotto rotto non ha calorie… o no? 😉 )

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Giunta l’ora di pranzo ci spostiamo a Matera alla volta del ristorante Francesca dove una saletta scavata nella roccia ci regala un refrigerio naturale davvero rinvigorente.

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Sazi e contenti sfidiamo la calura e iniziamo il tour dei Sassi, la parte vecchia di Matera, con la nostra guida Giusy, geologa e fotografa, che ci ha fatto scoprire le bellezze della città distribuite tra Sasso Barisano e nel Sasso Caveoso. Matera è uno spettacolo per chi come me gira sempre con la macchina fotografica in spalla, la scenografia è perfetta e suggestiva e ogni angolo offre una prospettiva diversa. Il contorno poi è pane per i miei denti che sono così affezionata agli intermezzi scientifico-naturalistici: dalle conchiglie racchiuse nella calcarenite di cui è fatta la città, al falco grillaio che disegna linee ovali nel cielo sulle nostre teste, alla campanula pugliese che cresce sui muri assieme al cappero; e poi le storie di estrema povertà dei sassi così diverse da come appaiono adesso, popolati da turisti ed estimatori; l’ingegno degli uomini nel creare sistemi per la raccolta dell’acqua; i grandiosi festeggiamenti popolari in onore della patrona, la Madonna della Bruna.

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Dopo alcuni scalini il panorama si apre e scorgo il canyon scavato dal torrente gravina di Matera; lungo questo costone il grande cinema internazionale ha posato i suoi occhi. Grandi registi hanno usato questo scenario per i loro colossal in costume sfruttando questi panorami senza tempo e senza traccia della modernità.

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Le ombre si allungano ed è tempo di andare. Io e la mia macchina fotografica torniamo a casa cariche di informazioni.  Matera sarà capitale europea della cultura nel 2019, e adesso mi appare chiaro il perchè.

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La GdD: un sognante bianco cottage

Buona (grigia piovosa) domenica.

Per la prima volta la gita della domenica nasce da un profilo instagram quello di dreamy whites lifestyle e preparatevi a un post ad altissimo tasso di invidia.

Una casa di campagna californiana travestita da cottage francese, bianco e sognante per l’appunto, delicato, vintage e incredibilmente perfetto.

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Il profilo rimanda ad uno shop in cui sono in vendita gli articoli presenti nelle foto: ceste, saponi, tessili e accessori per la casa. Io non posso far altro che ammettere il mio innamoramento anche se la ragione si interroga su dove siano i cavi elettrici, le bollette, quel regalo orrendo che però è legato a un ricordo, il souvenir, il disegno fatto da un bambino. Insomma si. È tutto troppo perfetto. Però non importa. Le foto sono bellissime così inondate di luce con fiori ed erbe aromatiche che vorrei qui. Con micini in una cesta e piccoli cagnolini appena nati e cavalli biondi e anche un grosso e nero terranova. Nentre io sono qui e nel mio campo visivo ho la scopa, un sacchetto dell’immondizia, gli infissi con le loro guarnizioni nere e poi nessun amico peloso causa serie forme allergiche. Intanto il cielo è sempre più scuro in questo assurdo strano “giugnembre” e allora voliamo in California per una mezz’ora 😉?

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La GdD: abitare mediterraneo

Buona domenica!

Ieri parlando con il mio teacher Steven, scozzese trapiantato in Puglia da tre anni,  ho appreso come, oltremanica, si abbia una percezione unitaria del Mediterraneo, ignorando la distinzione tra i numerosi mari interni. Centinaia di chilometri di costa lambita da mari spesso calmi e caldi benedetti da un clima mite e da un sole più che generoso. Un vero sogno per un anglosassone. E allora sono partita con una serie di riflessioni.

Pensando a questo mare che ci ospita e alle moltitudini di popoli che ci si affacciano. Ognuna con le proprie tradizioni, stili e necessità. Ho pensato alle nostre case. Le dimore mediterranee sono poi tutte simili? Forse si per un inglese ma per un italiano non può essere così.

Dunque che ne dici di mettere alla prova la tua conoscenza in materia e di provare a indovinare le località di queste dimore mediterranee? Ti avviso ci vorrà capacità di osservazione e di cogliere i dettagli perché ho tenuto fuori elementi troppo caratteristici… Ma ti do un aiutino e ti dico che le immagini sotto provengono dalle seguenti località: Catalogna, Grecia, Maiorca, Provenza; Puglia, Marocco. Ma non sbirciare i link se no non vale 😉

 

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Allora? Qualche idea?
Sveliamo per gradi. Nella prima immagine guarda lo stile dell’armadio, e anche il quadro scuro alla parete.
Nella seconda immagine osserva il colore di persiane e ante.
Nella terza guarda le ceramiche sulla mensola e i piatti.
Nella quarta osserva cosa è appeso alla parete.
Nella quinta la forma dell’arco. E l’ultima va per esclusione anche perchè è la più difficile… ma la pavimentazione può suggerire qualcosa.
Soluzione: nell’ordine siamo in Provenza, Grecia, Maiorca, Puglia, Marocco e Catalogna.

La GdD: uno styling per “Hemnes”

Dopo anni di appostamenti all’Ikea finalmente il divano-letto-lettomatrimoniale-contenitore Hemnes è giunto infine nella mia wannabe craftroom. Ti chiederai dunque perchè questo comunicato all’inizio di una qualunque #gitadelladomenica, ebbene ho passato il sabato a montare il suddetto letto e oggi la mia stanca mente non è riuscita a produrre che questo tema per la nostra rubrica domenicale, chi lo sa magari è proprio un articolo che fa anche al caso tuo 😉

La scelta: perchè questo tipo di mobile in una craftroom? Per rispondere alla necessità di avere una multipurpose room, un letto in più (anzi due) e al contempo dei cassetti davvero molto capienti, che io ho già riempito con stoffe feltro e attrezzi craft, e infine se opportunamente inondato di cuscini si traveste da divano, e diventa un posto per sfogliare le riviste preferite, leggere e farsi venire idee.

Purtroppo  la gran parte delle foto sul web di Hemnes sono di camere per bambini, ciononostante sono riuscita a trovare qualche ispirazione

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Ho voluto creare una mia moodboard con quello che vorrei inserire per dare un tocco creativo colorato ma comunque non troppo caotico all’ambiente.

my moodbord

Lampada Muuto Mhy ; cuscino chevron-mint ; piatto Helen Dardick ; pattern cacti Charuca ; borsetta watermelon Modcloth ; scaffale String for Spotti da Blogacavolo ; ghirlanda freeprintable tuttifrutti ; acquerello Pixelwise ; planter in ceramica da Anthropologie ; carrello Raskog Ikea ; portagioie Cactus ; cuscini mela handmade Studioneez ;  Tazza “there’s too much tea in my prosecco”

E questo è tutto per oggi.

Questo post NON è sponsorizzato.