Comincia l’inverno qui in Puglia. Fuori pare sia stato avvistato qualche fiocco di neve anche in città. Ma le nostre gite domenicali non si possono fermare per così poco, e infatti siamo pronti a partire alla volta del profondo blu. Cosa ti aspetta oggi, ti starai chiedendo? La mai intenzione è rimirare creature affascinanti e strane, quasi da sembrare opera della fantasia.
Le creature marine sono il mio campo da sempre, durante i miei studi di Biologia ma anche dopo per pura passione, e sono molto sensibile al loro fascino; ma queste creature, i mammiferi marini, mi lasciano senza parole! Dopo aver intrapreso il cammino evolutivo (lento e difficoltoso) che le avrebbe portate a vivere sulla terraferma, sono poi ritornate nell’ambiente marino tramutandosi in strani ibridi mammiferi pesciformi. Penso che siano tra gli animali dotati di maggiore grazia al mondo. La loro adorabilità non poteva sfuggire alle menti creative, agli occhi attenti a ricercare il bello, talvolta ammantato di mistero, talvolta di ironia, ma sempre bello. Ho raccolto alcune illustrazioni, disegni e acquerelli assieme a piccole creazioni in pasta polimerica ed ho creato alcune inspiration boards ❤
Se stai leggendo questo post è segno che è domenica e anche dopo le feste non hai perso la voglia di venire a fare una gita creativa con me! Quest’oggi ti mostro l’ultima craft-cosa che mi è entrata in testa … o dovrei dire la prima del nuovo anno. Da sempre amo taccuini, blocknotes, agendine e moleskine e ammiro l’arte del journaling. Poi mi sono imbattuta in queste copertine ricamate e ne sono stata conquistata. Ecco di cosa parlo…
Una delle “ricamatrici su carta” che mi ha colpito maggiormente è stata One Sheepish Girl (visitate il suo bel blog anche per avere ispirazioni crochet e knitting)
Adoro i suoi ricami semplici colorati e allegri! In particolare le copertine ricamate e mi sono già messa all’opera per realizzare le mie personalizzate. Già nei prossimi giorni ci potrebbe essere una sorpresa, ma non dico altro. Intanto se vuoi altre ispirazioni basterà cercare su pinterest “paper embroidery”. Appuntamento alla prossima gita 🙂
Per questa gita della domenica, come avevo già annunciato, continua il confronto tra diversi stili decor… dopo il Natale ‘natural style’ e quello ‘vintage pastello’ della scorsa domenica, stavolta a sfidarsi sono il ‘Natale nordic style’ e il ‘Natale mattacchione’.
Prima di continuare, una piccola premessa che ho mancato di fare la scorsa domenica: tutti gli stili di cui ho deciso di parlarti sono nelle mie corde, mentre non troverai nessuno degli stili che aborro; dunque niente alberi viola e neri, niente piume di pavone, niente decori blu e argento, niente rose vermiglie di dimensioni artistiche, nessun putto di carta pesta, niente grappoli di uva bagnati nell’oro, cornucopie con i melograni di cristallo, nessun decoro con fibre ottiche illuminate policrome, niente santini e cristi che spuntano fuori da una finta stella di Natale ed ogni altra inquietante eventuale cafonata spesso confusa per eleganza, ricercatezza, sfarzosità (amen).
E’ minimalista, elegante, si limita ad una palette di colori ristrettissima, spesso solo ‘black and white’. Pesca a piene mani dal design scandinavo. Anche qui come nel passato stile “all natural”, troviamo legni grezzi e verdi naturali ma abbinati a figure geometriche e al nero, senza disdegnare alberi sintetici bianchi o addirittura che degradano dal nero al bianco passando per ogni scala di grigio. Un uso sapiente delle lettere della vernice lavagna e dei washi tape, nulla è banale, tutto è tanto semplice quanto d’effetto, studiato e personale. In questa moodboard che ho creato per te, quasi ogni link rimanda a DIY, quindi se questo stile ti ha conquistata e vuoi cimentarti approfittane, non è ancora troppo tardi!
Uno stile diametralmente opposto, a cui ho voluto dare questo bizzarro nome, il ‘Natale Mattacchione’ si nutre di risate e di ironia, di giochi di bimbi e di tutto quello che riesce a strappare un sorriso, a mettere allegria, a far venire voglia di giocare. Omini di zenzero e Babbi Natale, pupazzi di neve ed elfi operosi, stelline colorate e canzoncine, candycanes e calze piene di dolcetti… il Natale mattacchione fa tornare chiunque bambino. Carte colorate impacchettano i doni sotto l’albero e tutti anche la nonna ottuagenaria vuole che arrivi presto mezzanotte per aprire i ragali. Si forse non c’è molta eleganza, e si fa un bel po’ di disordine, ma non si può non amare il Natale Mattacchione!
Spero che ti sia divertita con questo pieno di ispirazioni, quale preferisci? Io … bè io li amo tutti ma qualcuno un po’ di più e presto anzi prestissimo ti mostrerò quale (o quali) sono in casa mia quest’anno. Stay tuned! ❤
Oggi consentimi di fare una ‘gita della domenica’ insolita. Di base ci sono sempre piacevoli scoperte, ma stavolta si tratta di una intera storia, culinaria, che mi ha coinvolta moltissimo e che ho trovato davvero entusiasmante.
E’ una storia di ricordi d’infanzia, caparbietà e ricette, tutta consumatasi sulle pagine del bellissimo blog di cucina “Fragole a Merenda“, grazie all’impegno della sua autrice, Sabrine d’Aubergine, e dei suoi molti lettori. Questa storia è anche, come si suol dire, balzata agli onori della cronaca essendo stata pubblicata su alcune riviste, quindi potresti già conoscerla, in caso contrario preparati a restare di stucco.
Cercherò di riassumere la vicenda ma ti invito a leggere tutto qui, sapientemente raccontato. L’autrice fin da bambina possiede ed ama il “manuale di Nonna Papera” un volume di ricette per bambini e ragazzi che anche io possiedo ed amo (ahimè in una versione del 1982 non completamente identica alla prima edizione). Nel 2010 si accorge che il libro tanto amato compie 40 anni, essendo stata la prima edizione pubblicata appunto nel ’70. Decide di festeggiare sul suo blog con i suoi lettori lanciando l’iniziativa di far rivivere quelle ricette. Comincia così a crearsi un bel po’ di rumore intorno a questo titolo che molti ex bambini non hanno dimenticato. Nel tempo Sabrine si è impegnata a scoprire l’identità di Nonna Papera, tanto più che è venuta a sapere che negli USA non sanno nulla di questo manuale, che quindi è una produzione completamente italiana, e che in generale quasi non sanno chi sia Nonna Papera né che sia una gran cuoca di torte e regina dei fornelli. Il desiderio di scoprire chi ci sia dietro quelle ricette, come avessero avuto l’idea di un approccio storico (dalla “focaccia del paleolitico” che è quadrata perché la ruota non era ancora stata inventata, alla “merenda Rubicone”, al “bel piatto di Carlo Magno”, fino alle “mele in gabbia… alla Newton” e alla “merenda di Linneo” solo per citarne alcuni) è forte e la ricerca va avanti fino alla scoperta dell’identità di Nonna Papera! Ma le cose sono andate ancora oltre. Cosa c’è oltre? C’è che grazie alla risonanza che la vicenda ha avuto, oggi in libreria puoi trovare il “Manuale di Nonna Papera”, edito dalla Giunti, perfettamente identico alla prima edizione del 1970.
Cose così mi fanno stare bene. E allora sono corsa in libreria la mattina dopo aver letto questa storia. Ho acquistato la “nuova-vecchia” edizione del Manuale ed il bellissimo libro di ricette di Sabrine, “Fragole a Merenda” appunto, dedicato alle colazioni e alle merende che sono i miei pasti preferiti.
Felicissima ho messo subito le mani nella farina. Ho preparato la “Focaccia al rosmarino” il giorno stesso in cui ho acquistato il libro, ed oggi ho preparato gli “Scones alla farina di castagne e cioccolato” (una vera bontà accompagnati da un buon tè speziato!) ed ho intenzione di farle tutte una per una le ricette di Sabrine. Ma la prossima ricetta che farò sarà un dolce ricordo d’infanzia; la prima ricetta fatta dopo aver ricevuto il “Manuale di Nonna Papera” da bambina: “I biscotti del Drago”; vennero duri come pietre e li mangiammo immergendoli nell’acqua… chissà se questa volta…