La gita della domenica: botanical style e storia triste di un erbario

Buona prima (temporalesca) domenica d’agosto.

Deve esserci davvero qualcosa tra me e gli erbari. Una nostra lovestory.  E’ giunto il momento di renderla pubblica perché noi non ci vergogniamo del nostro amore; un amore che risale ai miei anni universitari, quando, nelle polverose aule dell’orto botanico del Campus, maneggiavo i pesanti volumi delle chiavi dicotomiche guardando allo stereoscroscopio parti di fiori. Un esame, quello di botanica II, che mi ha portata a realizzare oltre quindici tavole con piante spontanee della mia zona. Purtroppo l’ Università ha trattenuto le più belle e io non ho mai smesso di provare rammarico perché pregustavo il momento di incorniciarle ed esporle, sfoggiando uno stile che oggi, a distanza di (haemmm) quindici anni, è di grande attualità come mostrano in queste immagini meravigliose che ho raccolto.

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Ma la nostra sfortunata storia d’amore è continuata per finire in modo ancora più drammatico. Io e le mie tavole d’erbario ‘superstiti’ siamo tornate a casa, le ho conservate in una cassapanca aspettando il momento di sapere come e dove esporle. Ma la tragedia era dietro l’angolo. Quando le ho riesumate ho trovato solo polvere. Amen. Ora so che la conservazione non è affatto semplice. Acari, pesciolini d’argento muffe e persino alcuni coleotteri, banchettano allegramente con gli erbari.

A prova di degradazione e più ecosolidali, ma con un effetto decorativo simile e più accattivante e moderno, ci sono anche acquarelli, stampe, tavole di botanica e carte da parati!

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to be continued…

La GdD: dieci DIY d’estate

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Luglio, nonostante la canzone ricca di promesse menzognere, finisce oggi. Ci troviamo nel picco della curva gaussiana dell’estate e si prevedono orde di villeggianti ad assalire le spiagge italiane. Magari anche tu fai parte dell’orda e vorresti sprofondare nel relax e nella inattività totale. E invece no. Perchè il relax è bello ma dopo un paio di giorni rompe. E allora ecco per te dieci progetti faidate per l’estate selezionati da me; da fare in spiaggia, nella casa di vacanza, all’aperto o con gli amici… sono tutti utili a rinforzare l’effetto vacanza e quindi niente di complicato perchè siamo pur sempre impegnati a rilassarci.

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La gita del domenica: (quattro blogger) alla scoperta delle ceramiche di Grottaglie

Nel cuore assolato della Puglia, a pochi chilometri da Taranto, sorge sulla sommità di un colle la cittadina di Grottaglie che è ormai da secoli sinonimo di ceramiche e artigianato. Per una creativa questo richiamo è molto forte… figuriamoci per quattro!

Con Antonella (Blog a cavolo), Rossella (a casa di Ro) e Alessandra (Almalu’s place) abbiamo visitato una famosa azienda di ceramiche accompagnate da Franco Fasano (il quarto nelle foto sotto) che,accompagnato dal suo staff di artigiani, ci ha mostrato tutte le fasi della lavorazione .

Lavorazione al tornio
Smaltatura e applicazione del logo
Decorazione a mano
Decorazione a pioggia

Abbiamo così visto nascere davanti ai nostri occhi una brocca ed un pomo; abbiamo assistito al bagno nello smalto e alla decorazione con i colori.

Nella prima fase l’argilla va modellata con le mani sul tornio, per alcuni dettagli si usano degli stampi di gesso. Poi la si lascia asciugare prima della cottura, la prima. Poi si passa alla smaltatura e alla decorazione con i pigmenti colorati. Sono stata conquistata dalla fase di decorazione: i pigmenti in polvere (principalmente ossidi naturali) vengono impastati con acqua, applicati e lasciati asciugare. In questa fase risultano opachi e tenui mentre con la cottura acquisiscono toni brillanti e lucidi (vedi sotto!)

Il poderoso forno raggiunge temperature superiori ai 1000°C

Dopo la visita nel laboratorio un salto nella vicina bottega per un po’ di shopping.

La nostra passeggiata è proseguita per i vicoli del quartiere delle ceramiche, una zona stipata di botteghe artigiane, graziosi negozi e decori in ceramica ad addobbare gli arredi urbani assieme a suggestivi murales. Una atmosfera gradevole e luminosa proprio come la Puglia che amo.

Dessert fresco alle pesche

Come si fa quando fa caldo, sei goloso, vuoi preparare un dolce e non vuoi appesantirti? Io di solito mi invento qualcosa con quello che trovo in dispensa. Stavolta avevo delle pesche succose, i buonissimi biscotti ‘fattincasa’ Di Leo, ricotta e yogurt greco. È venuto fuori un dessert fresco al cucchiaio che è buonissimo, delicato e leggero.

Ingredienti:

  • 25-30 biscotti fattincasa Di Leo o altri biscotti leggeri
  • Un vasetto di yogurt greco 0% 150 g
  • Una confezione di ricotta 250 g
  • 2 cucchiai rasi di zucchero o fruttosio
  • Una tazza di succo di pesca senza zucchero
  • Due pesche 
  • Un cucchiaio di marmellata di pesche

      Cosa ho fatto: ho intinto i biscotti nel succo di pesca e poi li ho disposti sul fondo di una terrina (con queste dosi ho preparato due terrine piccole)

      Ho messo nella planetaria yogurt ricotta e zucchero e ho aggiunto mezzo bicchiere di succo e ho lasciato amalgamare a lungo ho pulito e tagliato le pesche e le ho aggiunte al composto cremoso che poi ho versato sulla base di biscotti per finire ho unito e stemperato un cucchiaio di marmellata di pesche fatta in casa con un cucchiai di succo e li ho versati sulla superficie;ho messo il tutto nel frigo per un paio d’ore e poi ho servito. “Se la vita ti dà limoni fai la limonata” ma se la vita ti dà pesche fai il mio dessert! Ma ricorda che si può preparare cambiano frutto-succo-marmellata come ad esempio fragole albicocche ecc