Non posso credere siano passate già più di dieci domeniche da quando mi sono impegnata in questa rubrica! Tempus fugit è proprio il caso di dire; e poiché il tempo passa e tutto scorre, adesso è primavera per davvero. Senza più nevi d’aprile (in Puglia l’altra settimana). E forse adesso possiamo mettere via i maglioni di lana e possiamo organizzare qualche picnic (attenzione: in arrivo una grossa sorpresa nei prossimi giorni !). Intanto io riprendo con le mie scoperte dei packaging più geniali e simpatici, questa volta per alcuni prodotti non alimentari. Siete curiosi? Ecco cosa ho scovato per voi!
Che ne dite di questi saponi liquidi per i piatti e per le mani con accattivanti flaconi decorati con i pattern bellissimi di Orla Kiely?
Come promesso torno con un articolo sul packaging dedicato all’arte giapponese di confezionare con i furoshiki, dei fazzoletti di varie misure (la misura piccola è di 45×60 cm mentre la misura extra large è 175×230 cm) in modo da poter essere utilizzati per trasportare qualsiasi cosa. L’uso dei furoshiki è molto antico nella tradizione giapponese, già prima dell’anno mille, e pare abbia avuto nuova diffusione negli ultimi anni proprio per contrastare la produzione dei rifiuti e la dispersione nell’ambiente degli odiosi sacchetti di plastica. Questi foulard sono fatti per lo più di cotone (ma anche seta, nylon…) e spesso riproducono disegni tradizionali nei colori marrone, verde e nero per gli uomini e più variopinti per le donne; se volete approfondire vi invito alla lettura di questo articolo.
Le regole usate per ripiegare e annodare i furoshiki ricordano l’altra arte giapponese degli origami, e dimostrano ancora una volta quanta eleganza e raffinatezza abbia questa cultura. Non meraviglia allora che alcuni brand abbiano “importato” questa tecnica per valorizzare i loro prodotti, e, ahimè, ancora una volta in Italia siamo rimasti a guardare. La prima volta che ho visto questi packaging è stata a Natale 2013 quando la mia marca di prodotti per il corpo preferita, l’inglese Lush , aveva proposto questi simpaticissimi articoli, che vedete nell’immagine qui sotto
Usare stoffe colorate, tovaglie o sciarpe, addirittura camice per realizzare dei packaging che possono diventare loro stessi i regali, da allora mi frulla per la testa! E adesso vi mostro perché attraverso queste immagini che spero possano piacervi e ispirarvi.
Bella idea per rinnovare un cuscino FontePratica idea per trasportare una pietanza FonteIdea per trasportare o regalare un buon vino. FonteCreare dei sacchetti per riporre i giochi dei ragazzi. FonteQuesta idea è perfetta per regalare una conserva. FontePer regalare un libro non so pensare a una confezione più elegante di questa . FonteSe ti regalassero una camicia e una spilla presentandole così? FonteEd ecco come regalare dei fiori con classe! Fonte
Ci sarebbe da dire ancora molto, e soprattutto ci sarebbe da provare ad attuare le istruzioni per “furokushizzare” i propri regali e non solo… per adesso accontentiamoci di queste belle ispirazioni, sperando che vi siano piaciute!
Buona domenica! Ho pensato di sfruttare il ponte virtuale con la scorsa gita domenicale, in cui parlavo di un particolare tè giapponese (qui), per discutere un po’ insieme su quanto in Italia siamo indietro nel campo del packaging.
Ecco un piccolo test per sapere il vostro livello di “packaging addiction” 😛
1) livello lieve, ti piacciono le cose carine ma puoi farne a meno.
2) livello medio: il packaging può influenzare i tuoi acquisti .
3) livello alto: del prodotto puoi anche non sapere cosa fare ma sai come usare la confezione per valorizzare un angolino di casa tua.
4) livello addicted: ci sei dentro irrimediabilmente come me! XD
Se anche per voi incarti, vasetti e bottiglie hanno potenzialità , se siete invogliati ad acquistare un prodotto perché è bello, bene allora vi può interessare questa gita nel packaging possibile.
Adesso è importante una precisazione : da una parte vorrei che alcune confezioni non ci fossero affatto, odio generare spazzatura; ad esempio tornare a casa con le mele messe una vaschetta di polistirolo e i pomodorini nel contenitore di plastica (ma a volte è inevitabile), dall’altra vorrei delle belle confezioni per dare loro nuova vita ma anche per abbellire il quotidiano. Mi è capitato, ad esempio, di mortificare un table setting studiato e curato mettendo in tavola una sgraziata bottiglia di acqua minerale o bevanda gassata 😦 !
Ancora una volta, mi ripeto come un disco rotto, è stato con Pinterest che ho scoperto l’universo del packaging bello, pratico e soprattutto divertente, e puntualmente indovinate chi è anni luce avanti in questo campo? I giapponesi! Ho trovato così tante cose che vorrei mostrarvi che ho deciso che un solo post sarebbe troppo poco e quindi questa prima sezione sarà dedicata agli alimenti. Preannuncio che presto una sezione sarà dedicata all’arte nipponica di utilizzare foulard per confezionare qualsiasi cosa ( Furoshiki ).
Ma adesso preparatevi a una piccola galleria di oggetti quotidiani che io vorrei comprare conservare e riutilizzare o che in ogni caso mi strapperebbero un sorriso se solo ci fossero nei nostri supermercati!
Farina Riso Pasta
confezioni di farina FONTE quiconfezione giapponese di riso FONTE quiFONTE qui
Caramelle svedesi; fonte quicaramelle giapponesi; fonte quifonte qui
Cari lettori è stato molto difficile fare una selezione. Ho condiviso alcuni articoli che io comprerei per la bellezza, la delicatezza, il design che ci sono dietro… ma non finisce qui!
Quasi dimenticavo! Non ho amici pelosi, ma guardando la bellezza di questi alimenti per cani e gatti li vorrei acquistare ugualmente
Buon pomeriggio! Giorni fa mi sono imbattuta in alcune creazioni di pasta di mais fatte dalla simpatica e brava Laura Anna di Vivere a piedi nudi… io che mi diletto spesso a creare oggetti di fimo, mi sono lasciata incuriosire molto e ho voluto provare usando la ricetta che potete trovare qui. L’operazione non è stata esente da inconvenienti come la massa troppo liquida…dovuta in parte anche all’umidità dell’aria. I tempi di asciugatura dipendono dalla dimensione degli oggetti realizzati comunque non meno di 24 ore con l’umidità novembrina di casa mia. Poi il colore bianco candido diventa giallino… color scamorza! 😀 Io ho scelto di colorare a lavoro finito dipingendo. Nelle prossime prove farò delle colorazioni nella pasta stessa con gli acrilici… ma mi sto dilungando! Ecco cosa ho realizzato: chiudi pacco “biscotti petit” per donare dolcetti e biscottini fatti in casa!… KIS KISS