
Buona domenica! Era ora di ritornare a impugnare un uncinetto e creare un tutorial di stagione. La tecnica è nuova, è semplice, versatile e a prova di errori! Trovate tutto sul blog delle NotOnlyMama
(Fatemi sapere cosa ne pensate!)

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Se siete creativi e volete regalare un oggetto handmade per san Valentino, trovate un mio tutorial a questo link.
Cuori e cactus a tutti 😘.
Buona prima (temporalesca) domenica d’agosto.
Deve esserci davvero qualcosa tra me e gli erbari. Una nostra lovestory. E’ giunto il momento di renderla pubblica perché noi non ci vergogniamo del nostro amore; un amore che risale ai miei anni universitari, quando, nelle polverose aule dell’orto botanico del Campus, maneggiavo i pesanti volumi delle chiavi dicotomiche guardando allo stereoscroscopio parti di fiori. Un esame, quello di botanica II, che mi ha portata a realizzare oltre quindici tavole con piante spontanee della mia zona. Purtroppo l’ Università ha trattenuto le più belle e io non ho mai smesso di provare rammarico perché pregustavo il momento di incorniciarle ed esporle, sfoggiando uno stile che oggi, a distanza di (haemmm) quindici anni, è di grande attualità come mostrano in queste immagini meravigliose che ho raccolto.




Ma la nostra sfortunata storia d’amore è continuata per finire in modo ancora più drammatico. Io e le mie tavole d’erbario ‘superstiti’ siamo tornate a casa, le ho conservate in una cassapanca aspettando il momento di sapere come e dove esporle. Ma la tragedia era dietro l’angolo. Quando le ho riesumate ho trovato solo polvere. Amen. Ora so che la conservazione non è affatto semplice. Acari, pesciolini d’argento muffe e persino alcuni coleotteri, banchettano allegramente con gli erbari.
A prova di degradazione e più ecosolidali, ma con un effetto decorativo simile e più accattivante e moderno, ci sono anche acquarelli, stampe, tavole di botanica e carte da parati!






to be continued…
Buona domenica!
Ieri parlando con il mio teacher Steven, scozzese trapiantato in Puglia da tre anni, ho appreso come, oltremanica, si abbia una percezione unitaria del Mediterraneo, ignorando la distinzione tra i numerosi mari interni. Centinaia di chilometri di costa lambita da mari spesso calmi e caldi benedetti da un clima mite e da un sole più che generoso. Un vero sogno per un anglosassone. E allora sono partita con una serie di riflessioni.
Pensando a questo mare che ci ospita e alle moltitudini di popoli che ci si affacciano. Ognuna con le proprie tradizioni, stili e necessità. Ho pensato alle nostre case. Le dimore mediterranee sono poi tutte simili? Forse si per un inglese ma per un italiano non può essere così.
Dunque che ne dici di mettere alla prova la tua conoscenza in materia e di provare a indovinare le località di queste dimore mediterranee? Ti avviso ci vorrà capacità di osservazione e di cogliere i dettagli perché ho tenuto fuori elementi troppo caratteristici… Ma ti do un aiutino e ti dico che le immagini sotto provengono dalle seguenti località: Catalogna, Grecia, Maiorca, Provenza; Puglia, Marocco. Ma non sbirciare i link se no non vale 😉






Allora? Qualche idea?
Sveliamo per gradi. Nella prima immagine guarda lo stile dell’armadio, e anche il quadro scuro alla parete.
Nella seconda immagine osserva il colore di persiane e ante.
Nella terza guarda le ceramiche sulla mensola e i piatti.
Nella quarta osserva cosa è appeso alla parete.
Nella quinta la forma dell’arco. E l’ultima va per esclusione anche perchè è la più difficile… ma la pavimentazione può suggerire qualcosa.
Soluzione: nell’ordine siamo in Provenza, Grecia, Maiorca, Puglia, Marocco e Catalogna.