Due domeniche fa avevamo passato in rassegna alcuni esempi di come sia possibile dare nuova vita a un mobile d’epoca e renderlo attuale e un po’ ironico scegliendo di dipingerlo completamente; oggi invece ci spostiamo di qualche decennio e vediamo quello che si può realizzare con un mobile mid-century, insomma dagli anni ’50 circa. Questi sono stati i primi mobili prodotti in serie, erano nel salotto delle nonne di chi oggi ha più o meno i miei anni, ed io è così che li ho sempre visti: vecchi non antichi, con forme troppo esili e squadrate, con legni scuri e neri e laccature… insomma, antipatia. Anche se negli anni poi hanno sempre avuto dei cultori affezionati, questi arredi semplicemente non hanno mai fatto al caso mio.
E invece oggi i richiami a quello stile sono ovunque e gli arredi sono tornati di gran moda. Dunque fortunato chi conserva qualche comodino, madia o libreria dell’epoca; basterà una ripulita e sarà già pronta per rendere modaiolo e contemporaneamente retrò il living o la camera da letto. Ma per chi non sa resistere a un intervento di sdrammatizzazione ho scelto alcuni spunti molto azzeccati e anche semplici da fare che fanno dire persino a me: quasi quasi… 😉
Il mio amore per i fichi d’India è proverbiale e, sulla scia delle piantine amigurumi, mi sono cimentata nel progetto di realizzarne uno. Ne è nato un tutorial che ho pensato di condividere qui.
Il progetto non è difficile ma un po’ laborioso e richiede un po’ di manualità, non tanto per la parte all’uncinetto quanto per il successivo assemblaggio.
Intanto ecco lo schemi per i tre elementi del mio fico d’india; io ho usato un filato 100% acrilico che ho lavorato con un ucinetto n.3½ e per i frutti un filato più sottile di color arancio o rosso, io ho usato un cotone corallo lavorato con un uncinetto n.2.
LEGENDA: mb sta per maglia bassa, m sta per maglia. AVVERTENZA: chiudere ogni giro con una maglia bassissima e una catenella prima di iniziare il giro successivo.
CORPO Prima parte
1 – lav. 6 mb in un magic ring (6)
2– lav. due mb in ogni maglia (12)
3– lav. 1mb nella prima maglia e 2mb nella seconda e rip. fino alla fine (18)
4– lav. 1mb nella prima e nella seconda maglia e 2 mb nella terza e rip. (24)
5– lav. 1 mb nelle prime tre maglie e 2 nella quarta e rip. (30)
6 fino a 16 lavorare 1 mb in ogni maglia
17 – 1 mb in prima e seconda e una riduzione ripetere fino alla fine (24)
18– 1 mb in ogni m.
19– 1 mb e una riduzione fino alla fine (18); chiudere e lasciare almeno 15 cm di filo
CORPO Seconda parte
1– lav 6 mb in un magic ring (6)
2– lav 2 mb in ogni maglia (12)
3– 1mb nella prima maglia e 2mb nella seconda e rip. (18)
4 fino a 10 1mb in ogni m.
11– 1mb nella prima e seconda m una riduzione ripetere fino alla fine ( 12)
12– una mb in ogni m (12) ; chiudere e lasciare almeno 15 cm di filo
CORPO Terza parte
1– lav 6 mb in un magic ring (6)
2– lav due mb in ogni m (12)
3 fino a 6 lav 1 mb in ogni m
7 1 mb e una rid. (9) ; chiudere e lasciare almeno 15 cm di filo
Fruttini
1– lav 6 mb in un magic ring (6)
2 fino a 4 lavorare una mb in ogni m (6)
I fruttini sono particolarmente difficili da fare per questo mi sono limitata a farne tre 😉
ASSEMBLAGGIO
DIY free pattern: amigurumi Opuntia da CraftPatisserie
Per assemblare il nostro fico d’India occorrono i seguenti materiali:
ago da lana
filo da ricamo verde chiaro
un po’ di imbottitura
un pezzo di filo di ferro di 30 cm
un vasetto di terracotta della misura adatta al nostro lavoro
un disco di feltro marrone, spessore 0,3 mm, del diametro interno del vasetto
Per prima cosa occorre modellare il fil di ferro in modo che si adatti ad entrare nella prima parte del corpo della piantina; imbottire con un poco di imbottitura e schiacciare per dare un aspetto piatto alla pala di fico, col filo verdino fare dei semplici ricami a x su una faccia della foglia; usando le estremità del fil di ferro come punteruoli, bucare il disco di feltro e ripiegare il filo eccedente in modo che sia appiattito e saldo sulla faccia nascosta (vedi immagine)
Imbottire leggermente e ricamare anche le altre due parti ed infine, usando il filo lasciato a fine lavoro, cucire alla foglia principale le altre due; infine cucire i frutti.
Non resta che inserire tutto nel vasetto di terracotta a incastro et voila!
Se anche tu hai uno scheletro nell’armadio questo post è per te. No aspetta… non uno scheletro nell’armadio, proprio un armadio che vorresti nascondere nell’armadio. Insomma questo post è per tutti quelli che hanno per casa, in soffitta, in cantina, in garage, a casa della suocera almeno un pezzo di mobilio antico, o meglio vecchio, con una forma strana, uno stile strano, una destinazione d’uso incerta, con un aspetto tetro da cazzotto nello stomaco, puzza di muffa, scheggia nel dito, nido di ragni. Ho esagerato un po’. Anche senza ragni. Lo teniamo perchè è un ricordo, lo abbiamo ereditato, ha un valore, pensiamo di ricollocarlo, prima o poi potrebbe fare al caso nostro… Bene ho deciso di raccogliere qui delle immagini che potrebbero essere d’ispirazione per chi pensa che un pezzo recuperato, soprattutto in un ambiente moderno-contemporaneo, potrebbe rappresentare il valore aggiunto, potrebbe conferire quintali di personalità alla stanza se non all’intera casa.
Anche se leggermente meno che in passato, continua la mia antipatia per quelle che potrei definire “50 sfumature di legno”; dunque il recupero per me si traduce in bella mano di colore. Ma quale? Quanto? Come? L’errore è dietro l’angolo! L’effetto doppio cazzotto nello stomaco è in agguato. D’altra parte se non si osa con colori audaci si ricade nell’effetto triste e spento che dopo tanta fatica ti fa dire “era meglio prima”. Da qui l’idea di raccogliere alcune forniture makeover ben riuscite che ho trovato
Cominciamo alla grande con un mobile dedicato alla craftroom. Perfetto! Fonte quiAnche un mobile in stile può diventare spiritoso e grazioso tanto da essere inserito a pieno titolo in una cameretta basta dipingerlo di giallo. Fonte quiUna credenzina in un delicato celeste che gioca con il tessuto a quadretti rossi; ed è subito poesia in cucina. Fonte QUIUn mobile tanto strano, che per dargli un senso bisognava fare una intera stanza completamente matta. Fonte QUIUna cassettiera blu! Perfetta in una camera da letto moderna. Fonte quiUn comò giallo? Non sai di volerlo finchè non lo vedi. E te ne innamori. Fonte quiQuesta cassettiera azzurra starebbe bene ovunque! Fonte quiConcludo in bellezza con una scrivania verde smeraldo! Non poteva mancare nella mia palette un po’ di verde. Fonte qui
E se non avete nessun mobile polveroso in soffitta potete sempre recarvi in un mercato dell’usato o da un rigattiere e acquistarne uno da stravolgere. E se vi è piaciuta questa gita della domenica non perdetevi la prossima 😉
Buona domenica. Se come me vivete in città, magari in una con poco verde come la mia, può essere difficile circondarsi dei colori e della luce della stagione più bella e più corta (?) che c’è: la primavera.
Se anche tu come me senti il bisogno di circondarti delle delicate nouance primaverili della ariosa bellezza dei fiori che sbocciano ma non vuoi indebitarti col fiorista, potrebbero interessarti questi free printables che ho selezionato.
Si tratta di disegni e grafiche dai toni acquerello, perché l’equazione di primavera per me è
E (Energia di PRIMAVERA)= m (materiali come ACQUERELLI + FIORI + PIANTE )x c² ( COLORI²)
Tra le piante anche buona dose di cactus e succulente, che non guastano mai, e la possibilità di scaricare e stampare gratuitamente. Tu metti solo la stampante e poi via! Riempi la casa con le stampe; ritagliale e usale per decorare i quaderni e i libri, i biglietti e i tuo pacchi regalo. Riempiamo la casa di delicate stupende illustrazioni ❤
Un grazie speciale a tutti gli artisti, grafici, maker, interior designer e blogger che ci regalano immagini e idee. La generosità è una cosa sempre più rara in ogni campo e allora onore al merito di chi ha capito e fatto tesoro del motto del caro Albert Einstein: “Creativity is contagious. Pass it on“.