Sono arrivate “le Cementine”!

Un misto di emozione e preoccupazione è forse uno dei sentimenti più diffusi per chi propone una nuova idea handmade; è così comune tra le creative che probabilmente si dovrebbe coniare un nome per questo sentimento … emoccupazione può rendere bene?

Ogni volta che devo presentare una nuova collezione penso a quanto sia difficile descrivere il percorso di idee e sentimenti che culmina in questo momento, rendere pubbliche le nuove creazioni.

Ci proverò comunque. Da un anno circa avevo un’idea che col tempo si è trasformata in un chiodo fisso: realizzare dei ciondoli che fossero delle piccole cementine; come loro dovevano avere i tipici disegni simmetrici e i caldi polverosi colori delle graniglie. Queste collane dovevano rappresentare un simbolo d’amore per l’interior design, ma anche d’amore per il recupero della bellezza vintage, l’amore per l’artigianalitá di chi le realizza ancora oggi a mano. Immaginavo l’eleganza delle linee e il potere che avrebbero avuto di regalare stile nell’abbigliamento come già fanno nell’arredamento.

L’idea si è ben delineata subito e mi attraeva tantissimo ma non sapevo da dove cominciare. Dapprima avevo pensato di realizzarle su legno, come tutte le mie altre creazioni, ma non mi ha mai convinto questa opzione perchè qui serviva il giusto peso.

Lo spessore, la consistenza, la porosità, la trama e persino la temperatura erano elementi essenziali dell’oggetto che avevo in mente almeno nella stessa misura del disegno e del colore. Poi ho ripensato al bel corso di ceramica di un paio di anni fa e la lampadina si è accesa. Ho chiesto alla mia amica e maestra di ceramica di aiutarmi in questa mia idea e ho trovato disponibilità e ottimi consigli. Quindi è arrivata la parte della ricerca dei pattern e dei colori e ho scoperto possibilità infinite, ho cominciato a divertirmi e ho capito che la strada era giusta.

Ecco dunque #lemiecementine (ashtagh ufficiale!) sono quadrati di ceramica bianca decorati in sei disegni differenti e con una palette molto ristretta di colori, uno o due al massimo per ognuna, hanno la forza espresdiva delle cose semplici e io ne sono molto soddisfatta tanto che non escludo di ampliare “la famiglia”. Infatti sto creando un album di cementine vintage e moderne, dalle più particolari alle più semplici e ho già un paio di nuove idee pronte sulla rampa di lancio.

Per oggi credo davvero di aver detto tutto, aggiungo soltanto “maneggiare con cura” e spero che #lemiecementine vi piacciano quanto piacciono a me. Prima di lasciarvi ancora un’ultima cosa, voglio rivolgere un grazie speciale alle mie amiche Paola e Paola che si sono prestate a farmi da modelle regalandomi queste belle foto e un sacco di risate 💚.

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Occhio ricamato portafortuna per il mini-telaio

“Cos’è il Genio?
È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.”

No non mi sto dando del genio, anche se così sembra, ma questo piccolo ciondolo è nato così repentinamente inaspettatamente e senza alcun intoppo che mi sono venute in mente queste parole del celebre e beneamato film “Amici miei” 😀

Da tempo avevo ricevuto per posta dalle dolci amiche blogger Ella&Nesta un mini telaio (mini hoop) da usare come ciondolo o spilla. Questa dei mini telai è una bella moda che imperversa e nella craft-blogsfera ed io ero solo in cerca di una ispirazione che sciogliesse ogni indecisione e che fosse semplice da realizzare dacchè io non sono certo esperta nell’arte del ricamo. E’ bastato guardare tutti quegli occhi nella Gita della domenica scorsa (qui) e il resto è stato un attimo

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La GdD da Budapest seconda parte

La scorsa settimana avevo preparato un post prima di partire per Budapest e vi avevo annunciato alcune delle tappe che mi ero prefissata. Dovendo rimanere per poco tempo, aimè, avevo puntato molto sulla organizzazione da casa, avevo studiato la mappa della città creato percorsi e individuato luoghi di interesse… ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo vero? Alla vigilia della partenza apprendo che proprio nel mio week-end si tengono i festeggiamenti per Santo Stefano d’Ungheria, il santo nazionale… la città sarà in un clima festivo, molti negozi tra cui la mia amata Paloma (vedi post precedente) resteranno chiusi! Ma chi si perde d’animo? Io no di certo! La crafter amica e designer Vadjutka, di cui vi ho parlavo l’altra domenica, si è proposta di accogliermi ed aprire per me il suo negozio all’interno di Paloma! Ci siamo date appuntamento in Kossuth Lajos u. 14 domenica ore 10.30. Rimpinguati dalla sempre più che abbondante colazione in hotel io e la mia compagnia di viaggiatori siamo arrivati dopo una piacevole passeggiata all’appuntamento e lei era li , davanti al pesante ed importante portone di questo edificio dal gusto antico,  probabile  residenza di Wagner.

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L’emozione di entrare nel luogo per una visita privata ed esclusiva mi ha fatto dimenticare il rammarico per non aver potuto visitare di più. Judit mi ha mostrato il suo lavoro spiegandomi con gioia le sue tecniche e le sue ispirazioni. Io mi sono innamorata di mille oggetti ma poi ho acquistato questi: la collana da prof con gli occhialini e colorate perle di vetro, la collana di metallo dorato e tessuto bianco e nero da vera amante del tè e la spilletta in legno laser-cut con i miei ormai amatissimi cactus.

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Commossa dalla gentilezza e disponibilità di Judit le ho portato un mio ananassolo e devo dire che non ho mai visto una persona così felice per un piccolo e inaspettato dono handmade ❤ , Judit mi ha promesso che sarà esposto nel suo negozio con le sue belle creazioni.

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L’incontro creativo colorato ed emozionante si è concluso con un abbraccio e un arrivederci, ma prima di lasciarci Judit mi ha consigliato un negozio aperto per tutto il weekend, in pieno centro, dove trovare le creazioni di molti designers ungheresi, disegnatori e artigiani che hanno rivisitato in chiave moderna i motivi tradizionali ungheresi. E secondo voi potevo mancare a tale richiamo? No di certo ma di questo vi racconterò nella prossima “Gita della Domenica”.